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FINALMENTE ANCHE A PERUGIA LE CORSIE CICLABILI

A Ponte San Giovanni, in via della Scuola e in via Adriatica, sono state realizzate le prime corsie ciclabili del Comune di Perugia!

Non si tratta di percorsi fine a sé stessi ma sono inseriti in un progetto di rete ciclabile, da realizzare da qui ai prossimi mesi, che interesserà varie strade importanti del quartiere con soluzioni progettuali diverse a seconda del contesto.

Finalmente si ragiona in termini di “rete”, invece di realizzare singoli percorsi frammentati tra loro solo dove è più facile farli, come spesso si è fatto finora. E questo è estremamente positivo perché darà la possibilità di rendere ciclabile il quartiere nel suo complesso con un insieme interconnesso di percorsi ciclabili sicuri e diretti che renderanno la bicicletta un’alternativa valida e competitiva con l’auto per gli spostamenti quotidiani di medio e breve raggio che mediamente sono la gran parte.

Ma cosa sono le corsie ciclabili appena realizzate?

La corsia ciclabile individua una parte della carreggiata destinata alla circolazione delle biciclette nello stesso senso di marcia degli altri veicoli. È delimitata da strisce bianche discontinue e fa parte della corsia veicolare, può quindi essere impegnata, per brevi tratti, da altri veicoli in caso di manovre temporanee ed occasionali (ad esempio per manovre di svolta, per accesso alla sosta, per agevolare l’incrocio con veicoli provenienti in senso opposto, per la fermata del tpl). In tali casi gli altri veicoli hanno l’obbligo di dare sempre la precedenza ai ciclisti che percorrono le corsie ciclabili.

La corsia ciclabile nasce allo scopo di migliorare e rendere più sicuro l’uso della bicicletta con interventi di sola segnaletica e tendenzialmente senza modificare, o modificando il meno possibile, un assetto stradale nel quale la bicicletta già convive con il traffico motorizzato. Si tratta quindi di una modalità utile per realizzare interventi a favore della ciclabilità in modo rapido, a basso costo, a impatto nullo o ridotto per la circolazione autoveicolare e per la sosta.

È una forma di separazione più morbida, che impone un concetto di sicurezza basato sulla convivenza regolata e il rispetto reciproco tra gli utenti della strada. Non prevede elementi fisici a protezione del percorso del ciclista ma uno spazio in carreggiata riservato ai ciclisti indicato da segnaletica orizzontale con il pittogramma della bicicletta e volendo un colore di sottofondo specifico (da inserire lungo tutto il percorso o solo ogni tanto). La riga a terra offre un riferimento visivo agli automobilisti ricordando loro di lasciare lo spazio a destra per la circolazione delle biciclette.

Le corsie ciclabili sono state introdotte nella legislazione italiana nel 2020 (con il Decreto Rilancio D.L. del 16 luglio 2020 n. 76, convertito in legge con la Legge n. 120 dell’11 settembre 2020) ma da decenni vengono ampiamente utilizzate in molte città europee e internazionali con risultati positivi.

Alcuni esempi in Europa e in Italia con foto tratte da “Progettare Ciclabilità sicura – Documento a cura del Centro studi FIAB e altri professionisti esperti – Dicembre 2020”

FAQ sulle corsie ciclabili

Alcune delle domande che si sentono fare più spesso in merito alle corsie ciclabili e anche questi giorni sui social, a cui abbiamo dato risposta.

  • Si restringe la carreggiata?

No, la carreggiata resta la stessa, si ripartisce in maniera chiara la larghezza della corsia carrabile con spazi destinati alle biciclette e agli altri veicoli a motore. In questo modo si ha una convivenza ordinata tra i vari utenti della strada che rende più sicuri gli spostamenti dei ciclisti.

  • Come fa un autobus o un mezzo più ingombrante a transitare avendo ridotto lo spazio della corsia veicolare?

La corsia ciclabile fa parte della carreggiata, avendo una linea tratteggiata può esser impegnata dai veicoli a motore in caso di necessità come per l’incrocio con veicoli provenienti in senso opposto. L’importante è che si faccia attenzione all’eventuale ciclista a cui va data priorità.

  • Che succede alle fermate del bus?

Il ciclista può continuare il suo percorso anche in presenza di una fermata del tpl. L’autista del bus dovrà accertarsi che non ci siano ciclisti quando si affianca alla fermata.

  • I ciclisti sono obbligati a transitare sulla corsia ciclabile?

Si, i ciclisti hanno l’obbligo di utilizzare la corsia ciclabile qualora la strada ne sia dotata, ma possono “uscire” dalla corsia ciclabile quando devono svoltare su altri percorsi/strade, fermarsi o sostare (fuori dal percorso).

  • Quali vantaggi offre una corsia ciclabile?

Una corsia ciclabile è realizzabile in modo rapido, a basso costo e con un impatto nullo o ridotto per la circolazione autoveicolare e per la sosta. Consente così di ampliare la rete ciclabile e renderla più capillare anche in contesti dove non è possibile usare altre soluzioni o in attesa di realizzarle. È una scelta che aumenta l’accessibilità e dà continuità alla rete ciclabile. È pertanto una soluzione valida e molto usata in tante città europee ed internazionali.

  • Perché non mettere un cordolo a protezione?

La corsia ciclabile non prevede separazioni fisiche tra ciclisti e veicoli a motore. In questo contesto non si sarebbe lo spazio per inserirlo.

  • Ma le ciclabili non sono separate dalle automobili?

Ricordiamo che nel nostro Codice della strada le biciclette sono considerate dei veicoli, pertanto possono circolare in carreggiata. I percorsi ciclabili, sempre secondo il nostro Codice della strada, come anche in altri paesi, possono essere di varie tipologie; a seconda del contesto è preferibile usare una o più soluzioni. Avere una corsia ciclabile permette una convivenza ordinata e quindi più sicura rispetto a prima.

  • Perché una corsia ciclabile? Non era meglio una pista ciclabile separata?

In via della Scuola/via Adriatica non c’è spazio per fare ovunque un percorso ciclabile separato, se si vuole mantenere lo status quo fatto di due corsie carrabili, con marciapiedi già al minimo, parcheggi, proprietà private o verde urbano ai lati. Risulta un compromesso in genere positivo per dare continuità alla rete ciclabile senza stravolgere l’assetto stradale esistente.

  • Una corsia ciclabile è una soluzione sicura?

Se ben realizzata offre un significativo grado di protezione. Essa impone un concetto di sicurezza basato sulla convivenza regolata e il rispetto reciproco tra gli utenti della strada. Teniamo presente che ogni soluzione progettuale ha pro e contro che variano anche in base al contesto. Pensare che una pista ciclabile separata sia automaticamente sempre più sicura di un percorso ciclabile su carreggiata, è comunque errato. Inoltre la sicurezza in ambito urbano la si ottiene maggiormente con una riduzione della velocità dei veicoli a motore.

  • Io però non mi fido ad andarci in bicicletta.

Ognuno farà le sue valutazioni. Essendo una novità, ci sta un po’ di diffidenza iniziale e un periodo di tempo per metabolizzare la cosa. Tra l’altro i lavori alla rete ciclabile devono ancora concludersi. Resta il fatto che Perugia ha un numero elevatissimo di automobili procapite, perfino superiore alla media italiana che è a sua volta la più elevata in Europa e la presenza dei ciclisti è ancora vista come una novità. Servirà del tempo anche per questo, ma quello che si sta attuando è parte della soluzione.

  • Perché fare un percorso su strada e non da un’altra parte?

La bicicletta è un mezzo di trasporto che può essere usato per spostarsi per le normali esigenze quotidiane (andare al lavoro o a scuola, fare shopping, accedere a servizi, andare da amici o parenti, ecc) quindi è fondamentale realizzare una rete di percorsi capillare che copra quanto più possibile tutta l’area urbana per riuscire ad accedere potenzialmente ad ogni edificio. Avere un percorso dedicato su via della Scuola o su via Adriatica permette di dare accessibilità alle attività e agli edifici che si trovano su quelle vie e anche sulle vie locali più interne.

  • Posso invadere la corsia ciclabile mentre mi muovo su un veicolo a motore?

La corsia ciclabile si intende valicabile, può essere impegnata da un veicolo a motore ma solo per brevi tratti, in caso di manovre temporanee ed occasionali (ad esempio per manovre di svolta, per accesso alla sosta, per agevolare l’incrocio con veicoli provenienti in senso opposto, per la fermata del tpl). In tali casi gli altri veicoli hanno l’obbligo di dare sempre la precedenza ai ciclisti che percorrono le corsie ciclabili.

  • Posso parcheggiare l’auto o fermarmi 5 minuti sulla corsia ciclabile?

La sosta e la fermata sulla corsia ciclabile sono vietate e sanzionabili ai sensi dell’art.140 c.1 CdS (divieto di arrecare intralcio alla circolazione) anche in assenza del divieto di sosta formalmente istituito e segnalato o del segnale di pista ciclabile riservata.

  • In corrispondenza dei parcheggi in linea, non c’è il rischio che l’automobilista aprendo lo sportello colpisca il ciclista?

L’automobilista dovrebbe sempre guardare prima di aprire lo sportello (le buone pratiche consigliano il “metodo olandese”, ossia di aprire lo sportello con la mano più lontana perchè così si è portati a girare il busto e vedere meglio chi sopraggiunge). Tuttavia è meglio prevenire, quindi abbiamo consigliato l’amministrazione di lasciare uno spazio libero tra posto auto e corsia ciclabile di almeno 40 cm ma più adeguatamente 70-80cm (come da linee guida Fiab) sia lungo i pochi posti di via della Scuola, già sistemata, sia in futuro nei prossimi interventi.

  • La corsia ciclabile è un’invenzione locale / una scelta azzardata?

Le corsie ciclabili sono presenti nel nostro ordinamento dal 2020 e in Europa da decenni e continuano ad essere usate perché funzionano e hanno vantaggi. A seconda del contesto si possono usare una o più soluzioni.

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