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La rete ciclabile di Ponte San Giovanni

“Se pianifichi una città per le auto e il traffico, ottieni auto e traffico.
Se la pianifichi per le persone e i luoghi, ottieni persone e luoghi”
(Fred Kent)

La parte già realizzata della rete ciclabile di Ponte San Giovanni
In rosso il tratto di “pista ciclabile”, in verde i tratti di “corsia ciclabile” e in blu la “strada ciclabile”

In questi giorni si fa un gran parlare su alcuni gruppi facebook, su qualche quotidiano e anche per strada, tra la gente, della nuova segnaletica presente in via della Scuola e in via Adriatica, a Ponte San Giovanni. Si tratta di una soluzione nuova per Perugia perché sono state realizzate le prime corsie ciclabili (su cosa sono rimandiamo all’articolo che abbiamo pubblicato sul nostro sito), da non confondere con le “piste ciclabili”, come spesso impropriamente accaduto anche sui giornali.

A queste si affianca anche un’altra soluzione innovativa, finora rimasta un po’ in sordina nei dibattiti, che è la “strada ciclabile E-bis”, presente in via S. Bartolomeo e, spostandoci verso Casenuove-San Sisto, in via Frenguelli e via Pizzetti, e che approfondiremo nei prossimi giorni.

È chiaro che una novità genera all’inizio dubbi e perplessità sul suo utilizzo (per quanto faccia parte del Codice della strada dal 2020 e sia già ampiamente utilizzata in diverse città italiane, per non parlare di quelle europee, che le utilizzano già da decenni) o sulla reale efficacia, anche perché di soluzioni pensate per chi va in bicicletta nel nostro comune ne abbiamo ben poche, e in genere sono brevi tratti scollegati tra loro e distanti dalla carreggiata, diversamente da questi.

Quello che si sta realizzando a Ponte San Giovanni è infatti un cambio di passo importante perché per la prima volta si ragiona in termini di rete, ossia un insieme interconnesso di percorsi ciclabili sicuri e diretti di varia tipologia che renda l’uso della bicicletta più frequente negli spostamenti quotidiani, in alternativa all’auto.

Perché questo è lo scopo che va sempre tenuto a mente: ridurre al minimo la necessità di dover ricorrere all’uso dell’auto in ambito urbano. Perugia vanta il poco invidiabile primato di essere una delle città col numero di auto pro-capite più alto in Italia (76 ogni 100 abitanti, contro le 64 della media nazionale, a sua volta la terza in Europa…ci sono 1,1 auto ogni patente) e quel che significa lo si può vedere quotidianamente sulle nostre strade; avere quartieri più sicuri e meno oppressi da traffico, rumore e smog renderebbe la vita più piacevole per i cittadini e le cittadine (soprattutto quelli/e più esposti/e e fragili), e avrebbe benefici anche sulle attività commerciali di prossimità.

Se consideriamo l’intero territorio comunale di Perugia, Ponte San Giovanni è uno di quelli che meglio si presta (anzi, stupisce che già ora non sia così!), visto che è sostanzialmente pianeggiante, è compatto e ha un passato dove la bici veniva usata.

Teniamo presente che quanto fatto finora è solo un primo stralcio di un progetto più ampio che toccherà altre vie del quartiere così da dare sicurezza e accessibilità in bicicletta a gran parte di Ponte San Giovanni. La mancanza di sicurezza sulle strade, la cui progettazione è stata finora quasi totalmente orientata all’automobile, è infatti l’ostacolo principale ad un uso diffuso delle due ruote. Al tempo stesso, chi si sposta in bicicletta deve poter andare potenzialmente ovunque all’interno del quartiere.

Gli interventi finora realizzati sono stati finanziati con la  L. 120 dell’11/09/2020; al Comune di Perugia spettarono oltre 800 mila euro per realizzare “interventi di emergenza” che promuovessero l’uso della bici in ambito urbano, in un periodo storico in cui l’uso dei mezzi pubblici era fortemente limitato, causa COVID. Quattro anni dopo, la situazione è molto diversa da allora, e i tempi hanno una loro importanza; sarebbe stato diverso se si fosse iniziato subito a lavorare per mettere in campo queste soluzioni? Noi pensiamo di si, e l’abbiamo sostenuto più volte pubblicamente anche in sedi istituzionali, ma non possiamo recriminare su ciò che non è stato.

Non tutto ciò che si è finora fatto a Ponte San Giovanni ci convince del tutto: ad esempio, la parte di ciclabile che entra nel Parco Bellini. Nonostante sia chiaro si tratti di ciclabile (lo indicano la segnaletica orizzontale e verticale), il contesto in cui è inserita suggerisce ai cittadini un uso promiscuo: ci si trovano persone che camminano, che spingono carrozzine, che passeggiano, persone anziane, bambini/e con le loro biciclette ecc. E’ del tutto comprensibile che ciò avvenga, in quanto si è dentro un parco (piccolo peraltro, non certo Central Park dove i flussi si possono distinguere e separare, come infatti avviene); non sarà il peggiore dei mali, ma non è certo il modo migliore di promuovere l’utilizzo della bici come mezzo di spostamento; è altamente probabile, e altrettanto comprensibile, che chi è in bici prosegua su via della Scuola, per evitare di superare tutti quegli ostacoli.

Ci si dovrebbe sempre chiedere, al proposito, se il tipo di infrastruttura pensata e progettata sia coerente con gli obiettivi che si pone di raggiungere, per poterla poi anche valutare, sia come risultati raggiunti che come investimento fatto; e questo lo ribadiamo soprattutto per ciò che ancora dovrà essere realizzato.

Alcuni interventi (in particolare quelli che riguardano l’asse di via Manzoni e via Bixio) verranno posticipati al 2025, per non creare eccessive sovrapposizioni con altri cantieri, dicono in Comune; questo potrebbe incidere negativamente sulla percezione d’insieme degli interventi e sulla fruizione stessa delle corsie ciclabili su via della Scuola; sarebbe quindi importante che il Comune investisse meglio e di più sulla comunicazione degli interventi, con pannelli informativi lungo le vie interessate e non solo, anche comunicando le diverse tempistiche di realizzazione.

Abbiamo fatto questa e altre osservazioni migliorative direttamente a amministratori e dirigenti del Comune, in un incontro che abbiamo avuto nei giorni scorsi: ad esempio dare una fascia di rispetto tra la corsia ciclabile e i posti auto in linea così da ridurre il rischio incidenti se qualcuno apre senza verificare lo sportello; segnalare meglio con vernice rossa le intersezioni, le rotatorie e altri punti critici; individuare meglio lo spazio dedicato alla fermata del bus, evitando sovrapposizioni con la sosta veicolare e/o con la corsia ciclabile; ridefinire i posti auto pericolosi tipo quelli in rotatoria; migliorare l’accesso alle ciclabili così da limitare le situazioni di pericolo; definire la soluzione progettuale più adatta a seconda della strada e del contesto; ecc.

In conclusione, quanto si sta facendo a Ponte San Giovanni è sicuramente migliorabile nelle singole proposte o in alcuni dettagli tecnici, ma ci preme sottolineare nuovamente il fatto che per la prima volta sia pensato e progettato una rete connessa di percorsi ciclabili, e non solo singoli tratti: questo è sicuramente un aspetto positivo, un punto da cui partire per rendere Perugia una città più vicina alle migliori esperienze europee.

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