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NO AI VEICOLI A MOTORE SUI SENTIERI: SABATO 3 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE DI PROTESTA

Sabato 3 febbraio, alle ore 11, a Perugia davanti a Palazzo Donini, sede della Regione Umbria (Corso Vannucci 96), centinaia di iscritti a 24 associazioni umbre escursionistiche e ambientaliste, “con zaini in spalla e scarponi ai piedi”, manifesteranno la propria contrarietà all’emendamento alla legge regionale che consentirà di fatto la libera circolazione ai veicoli a motore sui sentieri.

L’iniziativa, come spiega il presidente del Cai-Umbria Gian Luca Angeli è stata promossa dalle nostre associazioni “per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione. Vogliamo inoltre – aggiunge – sollecitare una risposta chiara alle richieste che abbiamo avanzato ai vertici regionali, anche a nome delle altre associazioni umbre, nell’incontro svoltosi lo scorso 11 gennaio e che, ad oggi, non hanno ancora ottenuto alcun esito”. Alla riunione erano presenti per la Regione Umbria la presidente Donatella Tesei, l’assessore Roberto Morroni e il Capo di gabinetto Federico Ricci, mentre per il Cai-Umbria, erano presenti presidente Gian Luca Angeli, la segretaria del Cai-Umbria Maria Luisa Spantini e il presidente della sezione Cai di Gualdo Tadino Franco Palazzoni.

Di seguito le associazioni umbre che promuovono la protesta di sabato 3 febbraio: Cai, Lagap, Aigae, Fie, Orme-Camminare Liberi, Natura Avventura, Natural Slow Life, Sentieri Partigiani Terni, Gusta Trevi, Collegio Regionale Guide Cicloescursionismo, Pedale Spellano, Subasio Epic, Fiab Perugia Pedala, La Rampicorno, Pale Guerro Hero, All Mountain Foligno, Agesci, Wwf, Fugs (Speleologia), Legambiente, Fai, Csen, Italia Nostra, Umbria Green Holidays

L’emendamento in questione era stato inserito nei disegni di legge relativi al bilancio della Regione Umbria, approvato il 20 dicembre scorso. Tale atto consentirà avrà come conseguenza la libera circolazione dei veicoli a motore sulla ricca rete dei sentieri escursionistici umbri, sulle mulattiere, i viali parafuoco e le piste di esbosco e di servizio a boschi e pascoli. Tale modifica dei legge, a giudizio dei promotori della protesta di sabato 3 febbraio “rischia di colpire duramente e impoverire quel grande patrimonio  naturalistico, storico e ambientale dell’ambiente montano umbro, che costituisce anche un  grande valore aggiunto turistico”

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